PASSARE DA ZAVORRINA A PILOTA: STEP BY STEP

Molte di noi hanno avuto modo di affacciarsi al mondo delle due ruote guidate da fidanzati o grazie al papà. Per quanto mi riguarda avendo un papone che non predilige particolarmente le due ruote con motore, non sono stata scarrozzata come zavorrina in tenera età ma a quindici anni avevo il mio fantastico PHANTOM F12, fedele compagno quotidiano fino al grande traguardo della patente e della macchina necessaria per un lavoro distante da casa, che però ha sancito il passaggio alle quattro ruote.

 

Morosi non motociclisti e quindi di conseguenza sono sempre salita dietro agli amici che avevano moto di cilindrata 125, poi finalmente la svolta: ho incontrato l’attuale moroso che diversi anni fa mi fece salire come zavorrina sulla sua RSV1000 e poi sulla Hornet 919 (mia attuale moto).

 

Abbiamo fatto un intera stagione con Rsv1000 e un’altra con la Hornet, totalmente diverse in tutto ma entrambe mi hanno regalato bellissimi ricordi.

 

Nella seconda stagione sentivo nascere in me il desiderio di provare ad impostare personalmente la curva, di tenere il manubrio e mi chiedevo se un giorno avessi mai preso la folle, tra una marcia e l’altra, e mi sarebbe toccato far finta di guardare il motore cercando qualche tipo di scusa. So bene che molti sanno di cosa parlo, di quel momento in cui scuoti la testa, in senso di disappunto, per nascondere che in verità non hai inserito bene la marcia.

Ammetto che all’inizio non mi entusiasmava fare quei tornanti stretti, in strade minuscole di montagna, quelli dove anche i migliori a volte appoggiano la moto…ma….. sono riuscita a fare anche quelli! Yeah!

 

Elia attendeva impaziente il momento in cui mi sarei lanciata (credo in parte anche per “ liberare il sellino”), così mi spronò  a guidare.

La scelta vincente è stata quella di prendere un 125, in questo modo ho potuto iniziare a prendere confidenza con il peso, il cambio, la velocità (papà non ti preoccupare vado piano) e parcheggiarla….

 

Prima foto sulla RS125 !

 

Abbiamo optato per una RS125. Burbera la ragazza ma non potete immaginare quanto mi sono divertita. Moto storica di Elia, primo amore della sua vita e alla fine è diventato anche il mio… Dovevo stare attenta solo ad un paio di cose, come ad esempio non ingolfarla nel traffico cittadino, perché non era la moto ideale, a tirare l’aria prima di accenderla (quando era fredda) e soprattutto a girare quella dannata manovella per andare in riserva……………….

Scommetto che vi state chiedendo se sono rimasta a piedi, si è successo anche quello!!

 

E’ stata una stagione stupenda, dove ho fatto tanti errori ma grazie a quelli ho imparato molto cose.

Dopo quel periodo sentivo nascere il bisogno di avere una moto di cilindrata più grossa, volevo andare ovunque senza limiti (visto che già ne ho giusto un paio di mio). Desideravo avere un’autonomia maggiore, un serbatoio più grosso con una moto da non tenere sempre molto alta di giri per “sentirla” ottimale.

 

Così quando nella stagione successiva, con il foglio rosa, ho preso in “prestito senza restituzione obbligata” l’hornet 919 ad Elia mi si è aperto un mondo, un mondo di agiatezza e tranquillità. Una disinvoltura nella guida pronta però a trasfrormarsi, quando richiesto ad una guida molto divertente ( papone cosa capisci, intendevo al bar con gli amici).

 

Come credete che abbia preso la patente A3?

A metà dicembre, con -6°, dopo una notte di neve abbondante, e come sennò??!!!
Ma adesso non mi ferma più nessuno, nemmeno i tornanti (già perchè mi fermo al bar prima).
Non potete immaginare quanto vi facilita conseguire la patente se si è guidato per una stagione un 125.
Ciò che si deve affrontare è prendere confidenza con la moto dell’autoscuola (con le solite forche storte) e allenarsi sul circuito, che a quel punto sembrerà molto più facile.

 

Un consiglio per chi vuole iniziare a guidare una moto? Non aver fretta, lasciare che l’esordio sia con una cilindrata bassa, guidabile con la patente B, iniziando ad andare in moto.

Scegliere un motoveicolo più leggero, di acquistarlo sicuramente usato, così da concedervi in serenità qualche “caduta da fermo”, senza svalutarlo e aggiungendo quà e là qualche piccolo striscio a quelli già presenti (se capita è come una “personalizzazione aggiunta”).

Fare una stagione in tranquillità, imparando a capire se andare in moto piace e quanto, qual’è il proprio stile di guida, i propri limiti e punti di forza, così da essere molto più sicure al momento della tanto attesa patente A3 e credetemi avrete idee molto più chiare per orientarvi sull’acquisto successivo.

 

Ovvio che con il 125 costringe a calcolare le distanze e i tragitti da fare in base al tipo di moto che avete. Qualcuno pensa di iniziare subito a viaggiare in moto? Forse si può fare ma così si rischia di bruciare le tappe. Per viaggiare, viaggiare seriamente intendo, quindi allontanarsi da casa, bisogna avere un minimo di esperienza, conoscere la moto e saper guidare.

 

Non bisogna sottovalutare l’importanza di attrezzarsi, fin da subito, con il materiale giusto e le attrezzature tecniche adatte alle proprie esigenze.
Vedo ancora tanti motociclisti con le moto nuove super lucide ma senza guanti, con l’ultimo casco total carbon super mega figo, ma poi guida in bermuda….
Ricordiamoci sempre che se si cade, il casco, super figo o no, è solo uno tra i componenti di protezione. Il resto dobbiamo abbinarlo noi.

Morena Cipolletti

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